COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
generalmente non scrivo mai a nessunə, non perché sia asociale o non voglia parlare, ma perché non so mai se disturbo o meno.
se volete fare due chiacchiere però sono sempre disponibile, quindi non fatevi problemi a premere “Invio”. 🍪
questo è il mio podcast, se vi fa piacere fateci un salto!
ma non può fare così caldo alle 9 del mattino
ferragosto pieno di bacini carezzine scopatine con @gotaholeinmysoull
e assolutamente nessun ragno!!
ah ma ci sono le live su tumblr
ovviamente la psico è in ferie quando devo prendere una decisione fondamentale
grazie psico grazie
devo scegliere a che facoltà iscrivermi
non credo di avere la competenza per compiere una tale scelta
cioè che ne so io
mi manca, non vedo l'ora di vederla, non sono mai stato così tanto innamorato
le mamme giovani mi mettono a disagio e mi fanno anche un po’ di senso
perché è due notti di fila che mi sveglio alle 4.17?
domani devo lavorare e mi viene da piangere esattamente come il primio giorno di scuola di ritorno dalle vacanze estive
ma ci sono i carabinieri sotto casa
mi sveglio e penso solo a lei che si siede sulla mia faccia
realizzo gradualmente che non potrò mai essere intimamente felice nella società in cui sono immerso e mi rassegno al preannuciato fallimento della mia evasione
sebbene questo pensiero parta da presupposti che mi sono stati spiegati essere fallaci, dato che baso e analizzo la felicità su termini esterni che mi sono stati introiettati da genitori e società in tenera età.
l'evasione, da quel che ho capito, non è solo esterna, non è solo fisica, ma dev'essere soprattutto covata e protetta a partire dal mio essere, rompendo quelle false convinzioni critiche e sostituendole con amore, soprattutto per me stesso.
solo allora, quando sarò fuggito dalle convenzioni e dalle aspettative, potrò giudicare con precisione il mondo in cui vivo, con maggiore lucidità e con una prospettiva sicuramente diversa.
ma il detrito che blocca quest'ingranaggio altro non è che la mia incapacità di astrarmi dalla realtà, quella che mi son creato, beninteso, non quella reale e immanente, rimanendo bloccato nel ciclo di autocommiserazione, svalutazione, profonda critica costante di tutto ciò che faccio e sono.
tanti primi passi, però, son stati fatti, uno in fila all'altro, e la semplice consapevolezza della mia condizione mi rende una persona profondamente diversa, quantomeno mi proietto ed impegno costantemente ad abbracciare quel bambino che ero e dargli le attenzioni che avrebbe dovuto avere
realizzo gradualmente che non potrò mai essere intimamente felice nella società in cui sono immerso e mi rassegno al preannuciato fallimento della mia evasione